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Una base di genetica

La genetica rappresenta la base dell’allevamento e ritengo sia impossibile e riduttivo spiegarla con uno scritto. Quello che vorrei fare è intavolare una discussione fluida, semplice, senza parole incomprensibili, che possa avvicinare a questo meraviglioso mondo anche i neofiti. Non sono un guru della genetica però allevando da qualche anno ho acquisito qualche nozione che metto volentieri a disposizione della community.

Le origini del canarino sono molto antiche, considerate che i primi esemplari selvatici furono avvistati nelle isole canarie nel 1402 dai conquistadores spagnoli e portati in Europa. Viste le doti canore e i meravigliosi colori ben presto i canarini divennero merce di scambio, un’opportunità di business, invasero ben presto Inghilterra, Olanda, Germania e Italia fino a diventare il volatile da gabbia più diffuso al mondo.


Con il passare dei secoli il canarino ha subito diverse mutazioni frutto di accoppiamenti con altre specie che ne hanno modificato forma e colore. Il canarino ancestrale ossia quello che ancora oggi vive allo stato brado alle isole canarie è un mix di colori con tanto di ossidazione di becco e unghie (appaiono dunque nere) e disegno sul mantello (simile a chicchi di riso). Da questo esemplare derivano tutti i soggetti che conosciamo oggi, originariamente non esistevano canarini gialli, bianchi o rossi, questi sono solo frutto di accoppiamenti. Il rosso poi è un capitolo a parte in quanto l’ancestrale non aveva questa tonalità, per riuscire a fissare tale colore nel canarino sono serviti decenni di accoppiamenti canarino x cardinalino del Venezuela. Quindi possiamo definire il canarino rosso un ibrido anche se negli anni del cardinalino è rimasto veramente poco, solo il colore, dimensioni e forma (per la cronaca il cardinalino è più piccolo del canarino) ormai sono proprie del canarino.

Qualche nozione basilare adesso, così iniziamo a familiarizzare con termini che troverete spesso in rete o sui libri.

I canarini vengono suddivisi in:

  •     canarini da canto
  •     canarini di colore
  •     canarini di forma e posizione

 
Ricordate l’ossidazione delle zampe, del becco e il disegno sul piumaggio? Ne abbiamo parlato in merito all’ancestrale, bene non tutti i soggetti possiedono i pigmenti necessari per la loro colorazione (eumelanina e feomelanina). Quindi va fatta una distinzione fondamentale: lipocromici e melaninici.

I lipocromici sono privi di disegno ed appaiono pertanto con un piumaggio di colore uniforme che può esprimersi nelle seguenti varietà di colore: giallo, rosso, giallo avorio, rosso avorio , bianco dominante, bianco recessivo e lipocromici ad occhi rossi. Ciò non vuol dire che i lipocromici non posseggono la melanina, a causa di una mutazione (acianismo) tale pigmentazione è sopita.

I melaninici invece manifestano la melanina tramite disegno e ossidazione.

Altra distinzione importantissima è tra intenso, brinato e mosaico.

Il lipocromo (colore) nel caso dell’intenso sarà presente fino all’apice della piuma, nel brinato invece il colore non raggiungerà l’apice che dunque apparirà bianco. La consistenza della piuma è diversa, il piumaggio dell’intenso è più serico, compatto, corto, quello del brinato più lungo e soffice. Il mosaico invece manifesta il lipocromo solo in alcune zone dette d’elezione. Maschera (nel maschio è più marcata), qualche remigrante (penne dell’ala), codione e petto.

Intenso, brinato e mosaico rappresentano la CATEGORIA del canarino, tenete a mente questo termine perché tornerà utile.

I canarini possono essere gialli, bianchi e rossi. I colori rappresentano invece la VARIETA’.

Altro termine da non dimenticare è il TIPO ma il discorso è leggermente più complesso quindi merita un approfondimento.

I Melaninici comprendono i seguenti TIPI:

A) Tipi base

  • Nero
  • Bruno

 

  • Agata (1° fattore)
  • Isabella


B) Tipi aggiunti

  • Pastello (2° fattore)
  • Opale (3° fattore)
  • Pheo (4° fattore)
  • Satiné (5° fattore)
  • Topazio (6° fattore)
  • Eumo (7° fattore)
  • Onice (8° fattore)


Il canarino nero è il più simile all’ancestrale quindi ha zampe e becco scuri, disegno marcato sul dorso, nero e bruno presenti nel piumaggio. Vi sono inoltre le varie mutazioni o per meglio dire diluizioni.

I principali e più comuni tipi sono il nero, il bruno, l’agata e l’isabella.

Il nero e il bruno sono entrambi ossidati ma il primo presenta sia il nero sia il bruno, il secondo invece solo il bruno. L’agata e l’isabella non sono ossidati, il primo ha il nero e il bruno, l’isabella il bruno ma non il nero.

Pastello, opale e via dicendo sono altri fattori di diluizione che possiamo trovare nei 4 tipi base. Potremo dunque avere il nero pastello oppure l’agata pastello. Questa diluizione interessa la feomelanica oppure la eumelanina facendo apparire il nero o l’agata con più o meno nero/bruno. Il nero diventerà quasi grigio e il bruno quasi bluastro, questo è l’effetto della diluizione appunto…….

Il tutto potrà sembrare difficile ma col tempo imparerete a riconoscere i canarini con un solo sguardo.

E poi il forum è a vostra completa disposizione, troverete tanta gente pronta a rispondere a tutte le vostre domande.

Alessandro

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